Delirium

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Webs

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: Webs
Lingua originale: Inglese
Anno: 2003
Durata: 84 minuti
Regia: David Wu
Soggetto: Grenville Case
Protagonisti principali: Richard Grieco (Dean), Kate Greenhouse (Elena), Colin Fox (Dottor Morelli), Richard Yearwood (Ray), Jeffrey Douglas (Sheldon), David Nerman (Crane), Jason Jones (Junior), Anthony Ashbee (Jones), Craig Blair (Sopravvisuto 1), Dylan Bierk (Sopravvisuto 2 e Ragno Regina)
Colonna sonora

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voto_mymovies n.d. voto_delirium 4 voto_imdb 3,5

Film del 2003 girato, probabilmente in Canada, per la TV e diretto da David Wu, già noto al pubblico per “Il patto dei lupi” del 2001 e altre pellicole sul genere fantastico. Ancora una volta bisogna fare una doverosa premessa: si consideri che siamo al cospetto di un film per la televisione; tali prodotti sono notoriamente girati con budget ridottissimi e cast solitamente di ex stelle ed esordienti alla ricerca di uno slancio. Con “Webs” (ragnatele, tele, tradotto in italiano) ci imbatteremo nel classico sci-fi/horror con insetti giganti e i soliti mutanti a farla da padrone nel terrorizzare una serie di uomini solitamente immersi in un mondo apocalittico e disfatto. Il titolo stesso, che ha fatto sobbalzare qualche spettatore poco attento e commentatore sbigottito, fa proprio riferimento alla tessitura del ragno, da qui poi il nome accostato ad internet (World Wide Web); l’intreccio di vari collegamenti che fanno capo ad un nucleo centrale, dove il ragno solitamente porta le sue prede per divorarle, dopo che la tessitura li ha intrappolate per bene. Dopo questa premessa veniamo alla trama.

Chicago,  un gruppo di elettricisti si reca all’interno di un vecchio palazzo abbandonato prossimo alla demolizione per dismetterne definitivamente l’impianto elettrico, che risulta stranamente ancora alimentato. Durante il sopralluogo di verifica il gruppo di operai trova in una stanza del palazzo un vecchio apparecchio pieno di pulsanti e marchingegni vari e un manuale d’uso; dopo un esame pressappochistico uno degli elettricisti realizza che si tratta di un mini reattore nucleare. L’eccessiva curiosità porta uno degli operai a “smanettare” sul congegno fino a quando questo azionatosi non apre una porta dimensionale che proietta due dei quattro uomini in una realtà parallela. Sì, siamo sempre a Chicago ma il mondo è sottosopra: una schiera di ragni enormi, noti come “le regine” (in verità più avanti scopriremo che è rimasta una sola regina), venuti da chissà dove, hanno soggiogato la razza umana, schiavizzandola e usandola come snack-bar. I due, poi in seguito raggiunti dagli altri due colleghi, incontrano un gruppo di ribelli intenti a ristabilire l’ordine; questi sono capeggiati dal Dottor Morelli, inventore del mini reattore, l’unico che sa, a quanto pare, come fermare questo scempio.

Pellicola scialba, accompagnata da un uso massiccio della CGI (Computer grafica), nel tentativo, per la verità poco riuscito, di sopperire alla scarsezza del budget, che offre ben pochi spunti per gli amanti del genere. Troppi i riferimenti ai film dello stesso filone e appaiono evidenti le scopiazzature con decenni di prodotti che hanno sperimentato la commistione tra il fantascientifico e l’horror, puntando su razze aliene dall’aspetto animalesco che giocano al “Pranzo è servito” con la razza umana. Poco materiale, poche novità, molti sbadigli; sconsiglio vivamente il film in orari notturni e se proprio si è appassionati del genere dimenticate: Alien, Planet terror, Dimensione terrore e tutta la compagnia cantante.

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