Delirium

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Jolly Killer

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: Slaughter High
Lingua originale: Inglese
Anno: 1986
Durata: 90 minuti
Regia: George Dugdale, Mark Ezra, Peter Mackenzie Litten
Soggetto: George Dugdale, Mark Ezra, Peter Mackenzie Litten
Protagonisti principali: Caroline Munro (Carol Manning), Simon Scuddamore (Marty Rantzen), Carmine Iannaccone (Skip Pollack), Donna Yeager (Stella), Gary Martin (Joe)
Colonna sonora

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voto_mymovies 6 voto_delirium 4,5 voto_imdb 5

Jolly Killer, del trittico George Dugdale, Mark Ezra, Peter Litten è del 1985. Il titolo originale è “Slaughter High” (Alta macellazione). La parola “High” a indicare, probabilmente, la quantità di massacro a cui lo spettatore assisterà. Questa volta ci sentiamo di appoggiare le scelte del mercato italiano che punta sulla “bizzarria” del personaggio centrale, il tristo mietitore di turno, che indossa una maschera da “Giullare”, da qui Jolly Killer (il giullare assassino oppure traducendo ulteriormente dall’inglese “L’allegro assassino”). Tanto acclamato e gonfiato dalla pubblicità (dagli autori di venerdì 13, ma chi?) quanto banale nell’incedere, ripetitivo e pieno di cliché già riproposti in quasi tutte le pellicole del genere. Jolly Killer però, gioca in svantaggio; già Halloween, Venerdì 13, Funhouse (noto in Italia come il Tunnel dell’orrore), eccetera, eccetera, avevano ampiamente affrontato il massacro in serie (noti nel settore come Slasher Movie, tradotto in italiano “taglierino, sega, eccetera” per indicare che gli assassini fanno di solito uso di armi contundenti), scopo più o meno la vendetta ai danni di gruppi o singoli giovani. Non è una brutta pellicola, ma vederla non aggiungerebbe nulla di nuovo all’amante del genere, insaziabile di conoscenza. Per certi versi il film si trascina a tratti lento, per poi far scorrere fiumi di sangue il tutto concentrato in poche sequenze.

Da uno scherzo finito male che sfigura completamente il classico “nerd” (secchione) di una classica scuola americana si passa ad un gioco al massacro dove la vendetta si abbatte sul gruppo di ragazzi rei di aver commesso una scelleratezza giovanile. L’idea di travestire il carnefice da Giullare non è niente male, questo forse come metafora dell’ambivalenza che da sempre ha rappresentato nella storia umana la figura del Jolly o del clown nel senso più estetico del suo significato. Il doppiaggio italiano è mediocre, alcune espressioni sono anche grottesche, ma il film non ne perde più di tanto, visto che seppur con molte sbavature ne giova nella rappresentazione degli smacchi giovanili e degli slang che sono soliti piovere in queste occasioni. Fiumi di alcol, droga, feste “a sbarco” e una scuola teatro di orridi omicidi fanno da cornice ad una pellicola che non sconsiglio di vedere ma che collocherei tra i film sconosciuti nonostante la pubblicità che lo ha presentato e il cast d’eccezione. Ritroviamo in prima linea il buon Kenny Baker che ha vestito i panni del robot R2-D2 negli storici film di Guerre Stellari della Lucas Film. Nel cast sono presenti altri attori che hanno ricoperto durante la loro carriera ruoli più o meno importanti in vecchie pellicole horror degli anni settanta.

Snobbato da molti siti di genere, Jolly Killer è quel tipico film che si colloca tra l’horror e il thriller, se non fosse per il fatto che la violenza “spicciola” e il ritorno aggressivo, al limite del paranormale, del carnefice di turno, lo spostano di quel tanto da poterlo considerare un film dell’orrore. Se riuscirete a procurarvi il film senza salti mortali guardatelo insieme ad un gruppo di amici, possibilmente sbronzi, per ricordare i tempi che furono, ma se dovete scalare i monti lasciate perdere, potreste pentirvene amaramente. Inoltre consiglio orari da prima serata, evitando di ritrovarvi in fase r.e.m. proprio quando il film si fa più interessante.

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