Delirium

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Buio Omega

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: Buio Omega
Lingua originale: Italiano
Anno: 1978
Durata: 94 minuti
Regia: Joe D’Amato
Soggetto: Giacomo Guerrini
Protagonisti principali: Kieran Canter (Francesco), Cinzia Monreale (Anna e Teodora), Franca Stoppi (Iris), Sam Modesto (signor Kale), Anna Cardini (ragazza che fa jogging), Lucia D’Elia (autostoppista)
Colonna sonora

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voto_mymovies 7,5 voto_delirium 8 voto_imdb 6,5

Buio Omega è un film di Joe D’Amato (al secolo Aristide Massacciesi), datato 1979. Bisogna subito dire che D’Amato è noto nel mondo del cinema per il suo poliedrico approccio al grande schermo. Riuscì a sposare tra loro generi impensabili, ottimo scenografo di pellicole di un certo spessore, attraversò in carriera diversi periodi per poi incanalare definitivamente tutto il suo estro creativo, fino alla morte avvenuta nel 1999, verso le pellicole Hard. Buio Omega è una delle sue tre pellicole Horror che lo inseriscono di diritto tra i registi di culto, per gli amanti del genere. Il film è considerato dagli addetti ai lavori il più violento della storia dell’orrido. La rabbia, il cinismo, la follia, l’amore morboso e la gelosia si fondono in un conturbante incedere di colpi di scena che tengono lo spettatore incollato allo schermo.  Perché Buio Omega è un film cult? Innanzitutto bisogna sottolineare l’ennesima aria claustrofobica che si respira sul teatro principale degli avvenimenti del film: una lussuosa villa dove un giovane di nome Francesco vive con la governante, Iris, morbosamente invaghita di lui ma mai ricambiata.

Questo dualismo sconveniente, questa morbosità repressa scatenato una complicità quasi necessaria e la villa si trasforma in un luogo di atroci massacri nascosti nei modi più violenti e macabri mai sperimentati dalla mente umana. Una donna viene fatta a pezzi e sciolta nell’acido (una delle scene cult della pellicola), un’altra imbalsamata e distesa su un baldacchino come una moglie in perenne attesa del proprio amore perduto. Con Buio Omega, D’Amato ci consegna un gioiello di suspence, violenza, splatter, horror, proprio alla fine degli anni settanta quando ancora non si respirava neanche lontanamente l’epoca del trash colorito che avrebbe investito il cinema del genere nel decennio successivo.

Per la violenza espressa il film ebbe diversi problemi e fu criticato aspramente all’uscita nelle sale italiane ma quando nei primi anni ottanta, fu riproposto per il mercato estero (con il titolo “Beyond the Darkness”, tradotto in italiano, “oltre le tenebre”), il successo fu enorme. E’ una pellicola assolutamente da non perdere per il semplice fatto che solo guardando certi film ci si rende conto come al giorno d’oggi l’horror barcameni, restando aggrappato solo a sterili tentativi di un ritorno al gotico e a spasmi indotti per caricare lo spettatore di adrenalina. Attenzione però, il film non è adatto a qualsiasi pubblico, specie per chi è suscettibile a certe scene.

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Buio Omega

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