Delirium

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Una notte al cimitero

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: Una notte al cimitero
Lingua originale: Italiano | Inglese
Anno: 1987
Durata: 90 minuti
Regia: Lamberto Bava
Soggetto: Lamberto Bava, Dardano Sacchetti
Personaggi principali: Gregory Lech Thaddeus (Robin), Lea Martino (Tina), Beatrice Ring (Micky), Gianmarco Tognazzi (Gianni), Karl Zinny (David), Lino Salemme (proprietario taverna), Gianpaolo Saccarola (cliente taverna), Mirella Pedetti (commessa), Lamberto Bava (gestore negozio)
Colonna sonora

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voto_mymovies n.d. voto_delirium 5 voto_imdb 4,5

Una notte al cimitero è un film di Lamberto Bava, datato 1987. Il film faceva parte di una serie di pellicole horror finanziante da Reteitalia e quindi destinate alla distribuzione televisiva. Il filone prese il nome di “Brivido Giallo”, ma le caratteristiche rappresentate furono tutt’altro che legate esclusivamente al mondo del thriller bensì molto più spinte verso i meandri del paranormale e di conseguenza dell’Horror. Negli anni ottanta il connubio horror-reteitalia era veramente forte, del resto è grazie alla TV privata dell’era Pre-berlusconiana che oggi conosciamo il brivido made in Italy, nonostante l’ingerenza pregnante della censura ne abbia attenuato i toni violenti. Lamberto Bava è il figlio del grande Maestro Mario Bava. Esordisce alla regia con Macabro nel 1980, storia per altro scritta proprio dal padre un anno prima. La miscela onirica fiabesca è una delle caratteristiche principali di Bava jr. che riprende il messaggio di denuncia sociale lanciato dal mondo fiabesco di fine ottocento rimodellandolo e vestendolo di quell’aria scanzonata delle produzioni televisive italiane del periodo. In una notte al cimitero un gruppo di ragazzi si ritrovano, dopo essersi persi in un bosco a seguito di una spericolata fuga, (per una serie di furti commessi in un supermarket), a dover dimorare nei ruderi di una chiesa. I ragazzi forse annoiati o incuriositi dal paesaggio sospeso tra il sogno e la realtà percorrono alcuni metri nelle zone limitrofe imbattendosi in una vecchia locanda in puro stile medievale. In seguito ad una scommessa fatta con l’oste (che avrebbe garantito loro immense ricchezze), si ritrovano in un’antica catacomba collocata nei sotterranei della locanda; da qui cominciano le disavventure del gruppo che verrà lentamente decimato.

L’idea è abbastanza originale se non fosse che, come accade per la maggior parte delle pellicole destinate al mercato televisivo, ci troviamo di fronte ad un prodotto mediocre portato avanti da attori improvvisati e completamente avulsi al genere. Il ritmo della pellicola è sospeso tra gli incalzanti retroscena delle avventure sotterranee dei ragazzi e un inizio lento e involuto. Non si capisce come questi ragazzi improvvisamente si ritrovino in un viaggio temporale o comunque in una zona chiaramente appartenente ad un’altra epoca se non si sta attenti ad un momento topico del film, quando i ragazzi si sistemano per la notte nella vecchia chiesa abbandonata. L’idea di Bava è quella di creare un filone fiabesco che abbia nel mondo onirico lo sfogo di ogni avventura o disavventura, con chiari riferimenti alle favole dei Fratelli Grimm e alla denuncia sociale legata agli accadimenti moderni.

Nel film oltre ad un’improvvisata recitazione di Gianmarco Tognazzi (figlio dell’indimenticabile Ugo Tognazzi), troviamo lo stesso Lamberto Bava nella parte del proprietario del supermarket che scatena di fatto la fuga verso il luogo ignoto. Il ciclo “Brivido Giallo”, nonostante l’approssimazione e l’utilizzo per il mercato prima della TV, poi del VHS, va sicuramente visto per la genuinità del prodotto e per le realizzazioni trash-grottesche che ritroviamo puntualmente in tutti i film dell’epoca. Del ciclo fanno parte: Per sempre – fino alla morte” (1987), La casa dell’orco” (1988) e A cena col vampiro” (1987). Tutte e quattro le pellicole sono state realizzate da Lamberto Bava.

Commenti

Una notte al cimitero
  • Rosario scrive:
    23 settembre 2010 alle 15:49

    Hai perfettamente ragione. Purtroppo la censura specie a quei tempi era molto dura. Comunque resta un ottimo capolavoro!
    Ciao e alla prossima.
    Best Regards.

  • Jerry scrive:
    23 settembre 2010 alle 13:12

    Ciao Rosario, grazie per essere passato dal mio blog. In effetti può essere considerato benissimo come un film d’avventura. I toni violenti sono molto attenuati e l’elemento paranormale è vissuto un po’ come in una storia fantasy. Bava comunque voleva essere molto più duro ma la produzione glielo ha impedito per via della censura. Del resto, come ho raccontato io stesso per altre serie TV finanziate da Reteitalia, c’era il rischio che non le avrebbero trasmesse.

  • Rosario scrive:
    22 settembre 2010 alle 23:18

    Molto bello, che tempi. Mi è sempre piaciuto questo film.Ultimamente me lo sono rivisto e non ha perso la sua bellezza. lo consiglio, anche se più che un horror in realtà è una bellissima avventura.
    Best Regards.

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