Delirium

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Stazione Erebus

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: Sometimes They Come Back…For More
Lingua originale: Inglese
Anno: 1998
Durata: 89 minuti
Regia: Daniel Zelik Berk
Soggetto: Stephen King
Protagonisti principali: Clayton Rohner (Capitano Sam Cage), Faith Ford (Dr. Jennifer Wells), Max Perlich (Luogotenente Brian Shebanski), Chase Masterson (Maggiore Callie O’Grady), Damian Chapa (Dr. Carl Schilling), Jennifer O’Dell (Mary)
Colonna sonora

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voto_mymovies n.d. voto_delirium 4,5 voto_imdb 3

Sometimes They Come Back…For More (A volte ritornano… ancora una volta), è un film di produzione U.S.A. datato 1998, per la regia di Daniel Zelik Berk. Il titolo ancora oggi è oggetto di dibattito. In TV il film è passato in programmazione con il titolo di “Frozen” (congelato). Ancora una volta tra il titolo inglese e quello italiano ci sono delle divergenze interessanti. In Italia si punta sulla location della pellicola (infatti, la Stazione Erebus, dove si svolge la storia, si trova nell’Antardine, probabilmente prendendo spunto dal Monte Erebus noto per il triste incidente aereo del DC-10, 1979). In America invece, essendo la pellicola fare capo a una storia di Stephen King (appartenente tra l’altro all’antologia omonima, anno 1978), si riprende la serie di film già proposta nel 1996 (Sometimes They Come Back 1 e 2, A volte ritornano e sequel), continuando questa linea e chiudendo il cerchio con il terzo seguito di quelle produzioni incominciate dal regista Tom McLoughlin.

La storia narra le disavventure di 6 scienziati, dimenticati in una landa deserta e gelida dell’Antardine, dove si erano rifugiati per svolgere delle ricerche e per l’estrazione di alcuni minerali. La situazione peggiorerà attimo dopo attimo fino a diventare un incubo. La Stazione Erebus si fa teatro di orribili omicidi infarciti di mistero, visto che i corpi spariscono improvvisamente. L’esercito americano dopo l’ennesima richiesta di S.O.S. manderà un paio di uomini in soccorso agli scienziati ma le operazioni di salvataggio si complicheranno maledettamente a causa del clima particolarmente rigido del luogo (di notte la temperatura staziona sui -70 gradi) e per alcune “visite” di cortesia fatte dai nuovi coinquilini della Stazione Erebus. La pellicola si muove con una certa dose di tensione e non manca di creare nello spettatore un’angoscia claustrofobica, forse accentuata dalle location particolarmente impervie. Almeno per la prima mezzora Stazione Erebus, appare la fotocopia sbiadita di “The Thing” (La cosa), celeberrimo film di John Carpenter del 1982, anch’esso svoltosi guarda caso in Antardite e già a sua volta spunto di un precedente film e di un romanzo. Superata la prima parte carica di violenza mistero e adrenalina tutto scema in una valanga di cliché di seconda mano, manfrine stucchevoli ed effetti di quart’ordine.

Un finale scontato e patetico demolisce definitivamente una struttura già traballante. Del resto è risaputo, tirare troppo la cinghia ad una storia già usurata porta a risultati devastanti come quando nei bar di terza categoria si tende ad annacquare il whisky con l’acqua per allungarlo un po’. Stazione Erebus non ci mancherà affatto quando nel guardare la locandina che lo ha accompagnato ci eravamo illusi di ritrovarci di fronte ad un’altra storia mozzafiato del “Re del brivido”, il quale nome in talune occasioni appare fin troppo pompato.

Curiosità: Nelle filippine il film è intitolato “The Antichrist”.

Commenti

Stazione Erebus
  • Jerry scrive:
    23 ottobre 2010 alle 21:55

    Hi, thanks for your interest!
    See you soon on Delirium.

  • Anonimo scrive:
    12 ottobre 2010 alle 15:38

    Some motivational post you have here. Seems that lots of people enjoyed and benefited from it. Cheers and thanks.

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