Delirium

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Spiritika

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: Witchboard
Lingua originale: Inglese
Anno: 1986
Durata: 98 minuti
Regia: Kevin Tenney
Soggetto: Kevin Tenney
Protagonisti principali: Todd Allen (Jim), Clare Bristol (Giornalista), Burke Byrnes (Tenente Dewhurst), Ryan Carroll (Roger), Gloria Hayes (Wanda), Tawny Kitaen (Linda)
Colonna sonora

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voto_mymovies 6 voto_delirium 5 voto_imdb 5,5

Witchboard (noto in Italia con il nome di Spiritika), è un film di Kevin Tenney del 1986. Semplice Ghost-movie senza pretese non merita una sonora bocciatura, ma non ci si può certo sperticare di lodi nel vederlo. E’ una di quelle pellicole che se hai visto non ti cambia la vita e se te la sei persa non farti in quattro per incasellarla tra la tua collezione perché non è un valore aggiunto. Solita trama lineare e soliti cliché di questo tipo di genere. Il solito fritto misto: un gruppo di ragazzi, chi crede al paranormale e chi è scettico, il personaggio misterioso di turno (uomo o donna che sia) che scatena in qualcuno un meccanismo di curiosità, il più delle volte sfociante in tragedia. A farla da protagonista una tavola Ouija, noto feticcio utilizzato da parecchi cialtroni e ragazzini in preda a deliri di onnipotenza, che avrebbe il merito di fare da anello di congiunzione tra la vita e la morte; per dirla franca una sorta di telefono con l’aldilà (dai diciamocelo pure in faccia: il giochino con il bicchiere di plastica o la moneta e il foglio con l’alfabeto stampato sopra l’abbiamo provato un po’ tutti). Il film presenta attimi angoscianti alternati a periodi più o meno lunghi di stanca. Una maledizione dovuta alla presenza dello spirito maligno di un assassino scatena all’interno di una villa una serie di morti violente.

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Come in ogni ghost-movie che si rispetti è presente la lotta tra il bene e il male, un tramite che cerca di mettere in guardia dal compiere avventatezze i poveri incoscienti che considerano un gioco più o meno emozionante l’utilizzo di una tavola Oujia. Non voglio addentrarmi più di tanto nell’elencarvi i momenti topici del film né sbattere ai quattro venti la trama però non vi nascondo che il film potrebbe apparire noioso ad un pubblico adulto, più o meno gradevole a gruppi di adolescenti con un però… Adolescenti legati ad un horror “vecchia maniera” un po’ scanzonato e grottesco piuttosto che all’orrore ovattato e fatto di improvvise impennate come lo si concepisce al giorno d’oggi. Witchboard (letteralmente la tavola stregata), diventa Spiritika in Italia, titolo sicuramente più lontano da quello che intendeva dimostrare il regista, ovvero “evitate di cazzeggiare con oggetti che abbiano a che fare con il mondo dei morti”, ma molto più intuitivo e consono con le scene proposte dalla pellicola.

In fondo quei ragazzi si mettono nei guai facendo una seduta spiritica, perché è di questo che stiamo parlando. E’ quel classifico film che si aggiudica, su una scala di voti da 1 a 10, un secco 5, lasciando l’amaro in bocca per certe forzature che accelerano la storia e provocano alla mente dei solchi difficilmente colmabili. Tenney avendo ottenuto un discreto successo produsse, ancora per il grande schermo, un sequel: Witchboard II (in Italia, Spiritika II – Il gioco del diavolo) 1993, decisamente peggiore del primo e molto più farsesco, per poi arrivare a un terzo seguito stavolta per mano di Peter Svatek, Witchboard III: The possession (in Italia, Spiritika III) 1995, con il quale, in maniera palese, tocchiamo davvero il fondo.

Commenti

Spiritika
  • ZombieManiac scrive:
    24 settembre 2010 alle 19:49

    Il film non è male, però lo si deve prendere con quello spirito goliardico tipico degli anni 80. C’è un certo tipo di tensione e a tratti è coinvolgente però, a parte qualche scena abbastanza cruda, nel complesso resta un film per teenager.

  • Vampyre scrive:
    24 settembre 2010 alle 17:14

    Considerato da sempre secondo il mio modestissimo parere uno degli horror americani+belli degli anni 80..peccato che i seguiti nn sn stati all’altezza.

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