Delirium

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Shadow

Recensione: Alessandro Cocuzza
Titolo originale: Shadow – L’ombra
Lingua originale: Inglese
Anno: 2009
Durata: 75 minuti
Regia: Federico Zampaglione
Soggetto: Federico Zampaglione, Domenico Zampaglione, Giacomo Gensini
Protagonisti principali: Jake Muxworthy (David), Karina Testa (Angeline), Ottaviano Blitch (Fred), Chris Coppola (Buck), Nuot Arquint (Mortis), Matt Patresi (sergente/tenente americano), Emilio De Marchi (il dottore), Gianpiero Cognoli (Avventore)
Colonna sonora

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voto_mymovies 6,5 voto_delirium 8,5 voto_imdb 5,5

In Italia, quando si parla di film horror, si pensa sempre alle piccole e grandi produzioni hollywoodiane. In verità, da noi il genere è ormai da considerarsi defunto; ogni tanto salta fuori una sorpresa, un fremito che ti fa dire: “…allora c’è ancora speranza!”. Un’idea semplice ma sviluppata in modo contorto ed inaspettato. Ci riferiamo a quella chicca che il buon Federico Zampaglione (noto al pubblico come cantautore e fondatore dei “Tiromancino”) ha voluto regalare ai fan dell’horror psicologico, quello puro, che scava nelle menti e nelle paure.  Shadow  è un film dai personaggi  “pochi ma buoni”,  che inizia in un modo e poi ti spiazza con un dribbling da calciatore navigato. Un giovane gira tra i boschi in mountain bike, vuole dimenticare gli orrori e gli errori della guerra in Iraq, è un reduce giunto in un piccolo locale, che funge da ritrovo per turisti e cacciatori. Qui conosce la bella Angeline, molestata da due viscidi individui. I ragazzi divengono amici, anche se l’attrazione fisica fra i due è innegabile  ma i due uomini, venuti sul luogo in cerca di animali da uccidere, si accaniscono sui due poveri turisti iniziando una caccia spietata. Fin qui tutto nella norma: gli elementi per un thriller ci sono tutti. In realtà però, Zampaglione inserisce sapientemente l’elemento soprannaturale, giocando sulle leggende che circolavano in quei luoghi, rappresentandolo attraverso uno strano omuncolo magro e calvo che sembra uno spettro che aleggia in  un ambiente sospeso nel tempo, quasi congelato tra gli anni ’30-’40.

Quest’essere cattura i soggetti della storia e ne fa il suo gioco, da cui sembra trarne godimento, specie durante le terribili torture (clamorosa l’asportazione di una palpebra al povero ex-soldato, per costringerlo a guardare); ma c’è qualcosa di strano! di stonato, in tutto il contesto. Chi è davvero il loro carnefice? Che fine ha fatto Angeline? Il mistero verrà svelato naturalmente nel finale, dove il colpo di scena è assicurato. La pellicola è un concentrato di momenti lenti, cadenzati, seguiti da improvvise accelerazioni.  E’ certo che non si tratta di un clone dei fracassoni horror che siamo abituati a vedere da un decennio a questa parte.

Zampaglione anzi ci riporta indietro nel tempo, in un periodo dove l’orrore lento e psicologico ci incuteva paura. Un sentimento primordiale tanto quanto le angosce che da piccoli provavamo nel sentir parlare dell’uomo nero.  E’ Shadow a ricordarci che i veri uomini neri, i mostri più pericolosi ed implacabili, nascono e si nascondono sempre nelle ombre della nostra mente.

Commenti

Shadow
  • darkside scrive:
    27 marzo 2011 alle 15:26

    Ho voluto visionare questo film perchè mi attirava il soggetto, e ne sono rimasto positivamente colpito come si può notare dalla recensione… veramente uno degli ultimi veri horror movie italiani: grazie Zampaglione!!! :clap:

  • Jerry scrive:
    24 marzo 2011 alle 13:24

    Ciao Marco, benvenuto su Delirium. Sono completamente d’accordo con te. Nonostante i soliti estremisti del genere tendano a demolire il lavoro di Zampaglione, come del resto fanno i radical chic a parti invertite, Shadow è davvero un buon prodotto. E dire che gli italiani, su produzione ispanico-irlandese ci avevano già provato, a tornare alla ribalta, con Stefano Bessoni e il suo “Imago Mortis”; un’idea di fondo molto ben congeniata, peccato che la seconda parte del film appare involuta e sconnessa e il finale parecchio scontato.

  • marco rinaldi scrive:
    24 marzo 2011 alle 07:18

    Ottimo lavoro di Zampaglione, che in qualche modo e’ riuscito a dare uno scossone alla pozzanghera in cui era finito il cinema di genere italiano. Speriamo non resti un caso isolato. Shadow e’ comunque il miglior horror italiano dai tempi di Dellamorte Dellamore.

  • Jerry scrive:
    6 febbraio 2011 alle 19:07

    Sono assolutamente d’accordo Alex, è l’intero cinema italiano che ormai è entrato in una crisi quasi irreversibile, soprattutto se si considerano come film rappresentativi quelli che fanno incasso come i cine panettoni e le porcate dei filmetti per teenager (storie di Moccia, per esempio).

  • Alex_Argentiano scrive:
    3 febbraio 2011 alle 13:21

    Il miglior film horror italiano degli ultimi 10 anni sul nostro cinema.E’ riduttivo che solamente un film di fattura italiana in 10 anni di attività lasci il segno nel panorama mondiale.

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