Delirium

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Opera

Recensione: Giuseppe Lavagna
Titolo originale: Opera
Lingua originale: Italiano
Anno: 1987
Durata: 107 minuti
Regia: Dario Argento
Soggetto: Dario Argento
Protagonisti principali: Cristina Marsillach (Betty), Ian Charleson (Marco), Urbano Barberini (Ispettore Alan Santini), Daria Nicolodi (Mira), Coralina Cataldi-Tassoni (Giulia)
Colonna sonora

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voto_mymovies 7 voto_delirium 8,5 voto_imdb 7

Film del 1987 diretto dall’indiscusso maestro dell’horror italiano Dario Argento. In questo film, che va tranquillamente catalogato nel genere thriller, il regista dimostra tutta la sua notevole tecnica cinematografica, soprattutto nell’utilizzo delle macchine da presa. Infatti la pellicola risulta impregnata di una notevole atmosfera gotica e lugubre che rende il lavoro ancor più cupo e oscuro rispetto alle pretese iniziali. Moltissime le scene mozzafiato, tra le quali bisogna annoverare quella in cui la protagonista è obbligata ad assistere agli omicidi (un cult); infatti l’assassino le attacca con del nastro adesivo degli aghi appuntiti sotto il bulbo oculare costringendo gli occhi a restare aperti e fissi, la sequenza dei corvi dentro la sartoria del teatro e la seguente scena che riguarda lo spettacolare omicidio della sarta.

Tetra la scenografia e soprattutto l’interno del teatro, questi sono da considerarsi, a nostro avviso,  tra i canoni estetici obbligatori per qualsiasi film dell’orrore. Non possiamo dimenticare inoltre, i costumi superbi e la bellezza fresca e giovanile della protagonista Cristina Marsillach, che con il suo sguardo tenero e incuriosito riesce a impietosire lo spettatore rendendolo partecipe di ogni sua peripezia; quasi ci si immedesima nelle sue sofferenze.

Il film è grondante di sangue, rimarca una forte impronta voyeuristica (quasi una mania per i patiti del genere) costringendo lo spettatore (come la giovane protagonista) ad assistere a tutti gli efferati omicidi. E’ appunto il “vedere”, lo sguardo forzato, la vera ragione del film. Solo osservando si potrà capire realmente quali siano stati i reali intenti di Argento.

Ottimo il soggetto come del resto le performance degli attori. Superbe le sequenze in cui i corvi scappano all’interno del teatro rendendo la scena mozzafiato e da incubo. Fuochi d’artificio per un finale davvero sorprendente e una colonna sonora realizzata ancora una volta dal buon Simonetti, cornice ideale dei film del regista romano. Bisogna però sottolineare che purtroppo questo film è tra i più snobbati dalla critica e spesso risulta perfino sottovalutato dai siti di settore, nonostante possa essere placidamente inserito tra i migliori lavori realizzati dal maestro dell’orrore. Da vedere assolutamente!!!

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