Delirium

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La casa delle anime erranti

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: La casa delle anime erranti
Lingua originale: Italiano
Anno: 1989
Durata: 89 minuti
Regia: Umberto Lenzi
Soggetto: Umberto Lenzi
Protagonisti principali: Joseph Alan Johnson (Kevin), Stefania Orsola Garello (Carla), Matteo Gazzolo (Massimo), Laurentina Guidotti (Mary), Gianluigi Fogacci (Guido)
Colonna sonora

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voto_mymovies 4 voto_delirium 6,5 voto_imdb 5,5

La casa delle anime erranti è un film di Umberto Lenzi, datato 1989. La pellicola in questione doveva far parte di un progetto televisivo dal titolo “le case maledette”, che Reteitalia avrebbe dovuto trasmettere alla fine degli anni ottanta. Il progetto si arenò e fu cancellato dalla censura. Il film fu trasmesso per la prima volta dopo quasi 20 anni; è il 2006 infatti, quando una delle reti del bouquet di Sky (per la precisione “fantasy”) ce lo propose come Lenzi l’ha concepito. Le atmosfere ci proiettano in un vecchio albergo abbandonato, l’Hotel dell’eremita (già il nome è tutto un programma). Un gruppo di ragazzi in viaggio verso mete sciistiche si imbattono in una frana che blocca loro il passaggio. Costretti ad una deviazione forzata, trovano nell’albergo l’unico rifugio disponibile sul percorso. C’è chi in paese gli aveva accennato a delle leggende che ruotavano attorno a quei luoghi, ma la testardaggine nel voler proseguire lascia ai ragazzi poca scelta. L’hotel non si presenta però come un edificio fatiscente e sfitto da tempo.

C’è perfino qualcuno che gli apre la porta, li accoglie alla reception e gli assegna le camere. Tutto questo però è solo un macabro scherzo del destino, poiché quel luogo è maledetto ed è davvero disabitato da tempo. Vent’anni prima, infatti, la famiglia che gestiva l’hotel dell’eremita aveva smarrito il lume della ragione commettendo, prima, una serie di atroci delitti ai danni degli astanti, per poi, a loro, levarsi di torno a vicenda (vedi l’Overlock hotel di Shining). Gli spettri mossi da intenti vendicativi attirano in inganno i giovani che si ritroveranno ben presto in trappola, credendo di essere ospiti di un normale albergo d’alta montagna. Sono presenti scene cruente, con tocchi decisamente splatter, il tutto confezionato in puro Italian Style anni ottanta. Sì, proprio quel tipo di genere che ha ispirato i vari Tarantino, Rodriguez, Romero, eccetera, apprezzato in molte nazioni europee e nel continente americano, che ci rende fieri di appartenere a questo paese. Umberto Lenzi era già noto per la sua estrema tendenza al gore con pellicole più vicine alla filosofia Zombie e per il raffinato gusto nei thriller anni settanta, ma non disdegna di cimentarsi in quell’ondata di horror che si sviluppò per tutto il decennio anni ottanta. Rispetto ad altri lavori per la TV, la casa delle anime erranti è un bel film, non certo un capolavoro né un cult, ma rappresenta perfettamente le atmosfere lugubri, gotiche e desolate di quei paesaggi tanto cari ai “maestri dell’orrore” e ai fan del genere.

Non dimenticando che rimane una produzione per il piccolo schermo, di conseguenza a budget contenutissimi, tutta la serie diretta da Lenzi e Fulci resta tra le poche serie televisive horror ad essere godibile e scanzonata. Bisogna pur sempre essere legati ad una tipologia di orrore lontana dai tempi moderni, sia per i colori, per la storia in sé che per gli effetti rappresentati. Bisogna essere legati ad un periodo in cui orrore voleva dire orrido e non semplicemente spavento, senza commettere il classico errore di vedersi una pellicola del brivido esclusivamente per provare paura piuttosto che angoscia e ribrezzo. Tra il cast troviamo una giovanissima Licia Colò nei panni di una giornalista, anche lei successivamente insieme al cameraman coinvolta nei massacri, non ancora famosa e lontana dai documentari sulle culture e sugli animali come la conosciamo oggi.

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La casa delle anime erranti

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