Delirium

Un portale che recensisce tutto il genere horror nelle sue forme cinematografiche e televisive. Possibilità di partecipare a sondaggi, commentare le recensioni e consultare le schede di IMDb.

La casa dell’orco

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: La casa dell’orco
Lingua originale: Inglese
Anno: 1988
Durata: 94 minuti
Regia: Lamberto Bava
Soggetto: Lamberto Bava, Dardano Sacchetti
Protagonisti principali: Paolo Malco (Tom), Virginia Bryant (Cheryl), Sabrina Ferilli (Anna), Stefania Montorsi (Maria), Patrizio Vinci (Bobby), Alice Di Giuseppe (Cheryl, bambina), David Flosi (Orco)
Colonna sonora

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

voto_mymovies 5 voto_delirium 5,5 voto_imdb 4,5

La casa dell’orco è un film di Lamberto Bava datato 1988. Il film fu l’ultimo, in ordine cronologico, ad essere girato per la TV su commissione di Reteitalia, poi dirottato al mercato del VHS. Dello stesso ciclo fanno parte: Una notte al cimitero (1987), Per sempre akaFino alla morte”(1987) e A cena col vampiro (1987). Quarto prodotto della serie “Brivido giallo” gli incubi di Lamberto Bava. In questo prodotto Bava jr. segue la linea onirico – fantastica già intrapresa per l’intero ciclo non disdegnando di spruzzare il prodotto di qualche scena violenta (molto moderata per la verità vista la destinazione) e impiantando il tutto su uno scenario gotico che proietta lo spettatore nel Medioevo toscano/umbro. E’ distribuito più avanti sul mercato estero come seguito apocrifo di Demoni con il titolo di: “Demons III – The Ogre” (Demoni 3, l’orco). Il fulcro della trama ruota attorno le disavventure di una scrittrice americana da poco trasferitasi in un castello con tanto di labirinto floreale annesso. C’era una volta una bambina che faceva strani incubi… Se fosse un libro, infatti, potrebbe cominciare così viste le intenzioni del regista, figlio del “grande” Mario Bava,  di trapiantare il gotico e le ombre fantastiche del mondo fiabesco. La storia comincia proprio con la piccola Cheryl (Alice Di Giuseppe) tormentata da uno strano incubo che la vede passeggiare nei sotterranei di un antico castello. Una passeggiata che giunge fino alla cantina dove dal tetto sbuca fuori una figura mostruosa, un orco (David Flosi), che la insegue fino ad acchiapparla ed è proprio in quel momento che la bimba si sveglia urlando di paura.

Passano gli anni e quella bimba diventa grande e scrittrice di racconti dell’orrore. La Cheryl adulta (Virginia Bryant) si rifugia con il marito Tom (Paolo Malco) e il figlioletto Bobby (Patrizio Vinci) in un vecchio castello, proprietà di un amico di Tom, sito nell’entroterra toscano o umbro ndr. (Trifiri, nome di fantasia) e da lì in poi comincerà, per la famigliola, l’orrore. Cheryl rivivrà dal vivo il suo “antico” incubo di bambina, scoprendo grazie agli studi di Anna (Sabrina Ferilli), insegnante di matematica con il pallino per la parapsicologia, di avere il dono della premunizione, che si manifesta proprio attraverso la scrittura. Ed è proprio scrivendo che Cheryl compirà i passi che la porteranno a trovarsi faccia a faccia con l’orco che la perseguitava da bambina. Le premesse per realizzare un filone vicino alla fiaba, nella sua accezione carica di antiche paure e di messaggi criptici, ci sono tutte ma si scontrano con un budget ridotto e di conseguenza di tutta una serie di scelte di ripiego, incominciando dalle performance scadenti e al limite del sopportabile di quella che doveva essere la prima donna: Virginia Bryant.

A proposito, che fine ha fatto? Quello che si sa è che l’attrice di Demoni 2 – L’incubo ritorna (1986), dopo questa pellicola, si è ritirata a vita privata. La Ferilli, voto non pervenuto a causa del piccolo ruolo che ricopre e della permanente, mostra le sue grazie in una sequenza col mostro. Paolo Malco tiene in piedi l’intero cast, a dirla tutta, senza particolari difficoltà, ricordandoci di essere l’unico attore professionista scritturato. Il film si regge su un’aria vagamente smaliziata e ricca di citazioni, su tutte: Quella villa accanto al cimitero (Lucio Fulci) e Inferno (Dario Argento). Di questa pellicola, grazie all’idea di fondo, ne rimane un barlume nell’immaginario collettivo. Un lavoro che ancora una volta mostra impietosamente i limiti di Lamberto Bava troppo spesso dedito al “copia e incolla” e che supera appena la mediocrità. Molto suggestive, cariche di malinconia e decisamente azzeccate le musiche di Simon Boswell.

Commenti

La casa dell’orco

Inserisci commento

Login with:
Powered by Sociable!