Delirium

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L’Oracolo

Recensione: Alessandro Cocuzza
Titolo originale: The Oracle
Lingua originale: Inglese
Anno: 1985
Durata: 94 minuti
Regia: Roberta Findley
Soggetto: R. Allen Leider
Protagonisti principali: Caroline Capers Powers (Jennifer), Roger Neil (Ray), Pam La Testa (Farkas), Victoria Dryden (Dorothy Graham), Chris Maria De Koron (Pappas), Dan Lutsky (Tom Varney), Stacey Graves (Cindy), G. Gordon Cronce (Ben)
Nota: In Italia distribuito solo in Home video
Colonna sonora

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A volte, nelle calde notti d’estate, l’afa si fa opprimente e stento spesso e volentieri ad addormentarmi. Allo zapping selvaggio che la mia tv subisce costantemente, alterno la ricerca spasmodica di qualche film (sia trasmesso su qualche rete, sia in dvd) che mi aiuti a conciliare il sonno ormai lontano… ebbene, cari amici di Delirium, una forza occulta e beffarda allo stesso tempo ha voluto che trovassi d’un tratto la soluzione alla mia insonnia estiva, e la trovassi proprio in un prodotto che definirlo film è eccessivo, e tantissimi (per non dire tutti) registi potrebbero offendersi e fare la fila sotto casa mia per sputarmi allegramente in faccia!!! Avevo purtroppo sentito nominare questo “film” e avevo sentito dire pure bruttissime cose, ma cristo santo a tutto c’è un limite, e qui viene abbondantemente superato manco fosse l’USS Enterprise che entra in curvatura!!! Mi riferisco a “L’Oracolo” (titolo originale: the Oracle), una cazzatona di proporzioni bibliche che mi ha fatto piombare nel sonno più profondo tre-e-dico-tre volte prima di poterne ultimare la visione e recensirlo, ma andiamo con ordine: la regista del film in questione (veramente “la pazzoide che ha filmato un pugno di portatori di handicap mentale” suonerebbe meglio, ma anche qui i poveri portatori di handicap potrebbero offendersi pesantemente) ha il nome di Roberta Findlay!

Tranquilli, se non ve ne frega niente vi capisco: non frega più di tanto neanche a me e penso non succederà mai il contrario. Vabbè, questa rimbambita (che ricorda da vicino una collisione del Pianeta delle scimmie addosso a Jurassic Park) decide, cinepresa alla mano, di girare un horror low budget che secondo i suoi calcoli doveva sfondare i botteghini, mentre l’unica cosa che è riuscita a sfondare non posso scriverla perché la censura potrebbe sfondarmi le palle… ooooops, scusate, quelle le ha sfondate già il film J ma andiamo avanti con la trama (si, ad occhio e croce ne ha una, ma tutt’ora non riesco a trovarla e rimango convintissimo che il gioco dell’oca ne abbia una più bella e profonda): la bella Jennifer e suo marito (che chiameremo Baffo Moretti) vengono in possesso di una simil-tavoletta magica appartenuta ad una medium (pericolosamente rassomigliante al cantante-attore Alice Cooper). Da quel momento, lo spirito di un tizio ucciso da due killer ingaggiati dalla bella moglie cercherà vendetta proprio attraverso la grottesca mano di pietra, tracciando su carta messaggi di aiuto ed interagendo col piano fisico per portare morte e distruzione… e parecchie risate! Si, perché la totale negazione per qualsiasi forma recitativa degli pseudo-attori (gente presa dalla strada, e presto tornataci dopo il film) fa della pellicola un accozzaglia di scambi di battute che francamente potrei aspettarmi da “I Cesaroni”, ma mi accontento e lascio perdere… anzi no, mi accanisco ancora un po’ perché se lo merita: le poche scene gore sono grottesche ed a volte insensate, come il killer che accoltella la prostituta insozzando una intera camera di sangue ma miracolosamente lui rimane super-pulito senza uno schizzettino addosso (manco James Bond che usciva da sott’acqua con lo smoking asciutto avrebbe fatto di meglio!) oppure una specie di esserino bavoso che striscia per terra tirato a forza da un filo di nylon! E che dire degli attori che si spaventano a scoppio ritardato o il cofanetto che contiene la mano di pietra, rassomigliante ad un porta-kryptonite data la luce verdissima che emette il suo interno.

Nota di demerito anche per un personaggio, ribattezzato immediatamente come “Roberto il Baffo delle televendite”, ridicolo ed inutile nonché assolutamente fuori luogo come il nostro attuale Presidente del Consiglio! Comunque sia, non trovavo un cast così inespressivo dai tempi di “Epitaph-follia omicida” e “Boardinghouse”, quindi gli affianco meritatamente questo “coso visivo” e lo maledico pure a vita mentre che ci sono. Un ultimo appunto, mentre mi asciugo le lacrime causate dalle fortissime risate: la Findlay ha girato solamente due horror (meno male) prima di dirigere solamente produzioni porno (e menomale pure qui)! Concludendo, a meno che non soffriate di insonnia o stitichezza, sappiate che potete benissimo evitare la visione di questo latrinaio di celluloide anni ’80 oppure giusto per farvi quattro risate insultando pesantemente la Findlay come ho fatto io! Siete avvisati! (io sto costruendomi il bersaglio per le freccette, da appendere in camera, con la locandina del film):D

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