Delirium

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L’ascensore

Recensione: Giuseppe Lavagna
Titolo originale: De lift
Lingua originale: Olandese
Anno: 1983
Durata: 95 minuti
Regia: Dick Maas
Soggetto: Dick Maas
Protagonisti principali: Huub Stapel (Felix Adelaar), Willeke van Ammelrooy (Mieke de Beer), Josine van Dalsum (Saskia Adelaar)
Colonna sonora

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voto_mymovies 6,5 voto_delirium 8 voto_imdb 6

Film del 1983 di Dick Maas, quasi interamente girato in un albergo e che andava a seguire quel ciclo di film horror anni’80 basato su “cose”.  Il film offre delle scene degne di nota e d’impatto che meritano una menzione; tra le più interessanti spiccano, quella in cui la bambina spia da uno scorcio la tromba dell’ascensore (ottima inquadratura, eccezionale il gioco di luce), altra scena degna di nota è quella in cui i protagonisti si recano nell’ospedale psichiatrico per andare a trovare l’inventore del brevetto dell’ascensore. La scena cult per antonomasia resta quella della decapitazione (anche se gli effetti sono un po’ posticci). Interessante la spiegazione pseudo – fantascientifica del professore universitario.

Durante tutta la durata del film echeggia un alone di mistero, come se tutti nascondessero qualcosa e talvolta diventa persino surreale.La bellezza del film sta nel fatto che tiene lo spettatore incollato alla poltrona sino alla fine e nella tensione alta che mantiene per tutta la durata. Spettacolare la scena finale, decente la colonna sonora.

E’ interessante anche la differenza di classe e di professione di tutti i protagonisti coinvolti: l’eroe di turno è un tecnico ascensorista “piacione” e curioso ma con uno spiccato senso del dovere che lo porterà a svelare il mistero dell’ascensore assassino; è accompagnato da una giornalista maliziosa e altrettanto curiosa, particolare anche la personalità del capitano di polizia che indaga sui delitti che in verità, in alcune scene, appaiono grotteschi e irriverenti.

Ne esce alla fine un film molto colorato, intrigante e inquietante. Consigliato a tutti gli appassionati di film horror anni’80.

Commenti

L’ascensore
  • Alverman scrive:
    24 dicembre 2010 alle 17:07

    Ho visto il trailer di questo film alla TV quando avevo 7 anni e mi ha spaventato parecchio. Al punto che non volevo più prendere l’ascensore. Ora, con l’avvento di internet e del p2p sono riuscito a recuperarlo ed a vederlo. Agghiacciante davvero. Soprattutto se guardato con gli occhi di un bambino. Proprio come il film “Fenomeni paranormali incontrollabili” visto sempre da piccolo, su Italia 1 in prima serata. Quando gli orror li trasmettevano ancora in prima serata!

  • NOSFERATU scrive:
    15 ottobre 2010 alle 17:41

    Credo che i registi odierni abbiano perso la capacità di spaventare anche per via delle imposizioni commerciali dei produttori e per le tendenze modaiole del periodo.
    A mio avviso il digitale se usato con consapevolezza può davvero “far paura”..anche se di certo raffredderebbe le “vere” atmosfere che esistevano nei film di un tempo.

  • Jerry scrive:
    15 ottobre 2010 alle 15:42

    Un buon film anni ’80 carico di certe atmosfere che i registi odierni stentano a ricreare. Probabilmente il digitale in questo ha penalizzato certe sfumature, l’analogico era tutt’altra storia; ormai credo sia impossibile fare dei termini di paragone, non tanto per gli effetti, che in alcune pellicole “cheap” come questa erano artigiali, ma tanto per quell’alone (come hai citato bene tu) e quella carica emotiva che i film di una volta trasmettavano a prescindere se lo spettatore assisteva a un film per provare tensione o per semplice intrattenimento (certa gente non credo abbia bene inteso quante sfaccettature abbia l’horror).

    Io non capisco perchè adesso che si hanno degli effetti speciali di una certa consistenza e perfezionati al massimo, i film dell’orrore hanno perso quella “cattiveria” e quella dose di violenza che avevano fino ai prini anni novanta.

    Che si siano ammorbiditi i registi?

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