Delirium

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I dolori della crescita

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: Growing Pains
Lingua originale: Inglese
Anno: 1980
Durata: 52 minuti
Regia: Francis Megahy
Soggetto: Nicholas Palmer
Protagonisti principali: Barbara Kellerman (Laurie Morton), Gary Bond (Terence Morton), Norman Beaton (Mr. Ngenko), Tariq Yunus (Charles Austin), Matthew Blakstad (James), Christopher Reilly (William Morton)
Colonna sonora

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voto_mymovies n.d. voto_delirium 3,5 voto_imdb 5

Growing Pains (in Italia, I dolori della crescita) traduzione italiana finalmente in sintonia, è un film di Francis Megahy, prodotto dalla Hammer, nota casa produttrice inglese al pari della Universal Pictures (U.S.A.). E’ inserito in una raccolta di 13 pellicole di genere horror, denominata “Hammer House of Horror” che in Italia è stata distribuita in DVD con il nome di “I racconti del brivido”. In verità stiamo parlando di telefilm della durata di circa 50’ che si inseriscono in un maxi lavoro della Hammer realizzato nel 1980, dove tra le peculiarità si deve sottolineare la presenza di un cast per lo più sconosciuto e composto da attori diversi per ogni film realizzato. Il film fa parte della prima raccolta  a cui ne farà seguito un’altra, sempre di genere horror, prodotta dalla casa produttrice inglese  a partire dal 1984 (ultimo anno prima di una lunghissima crisi che durerà poco più di un ventennio). Si tratta di una produzione televisiva trasmessa nel Regno Unito dalla ITV. Megahy è conosciuto soprattutto per il sodalizio professionale con l’attore irlandese Pierce Brosnan che ha recitato, oltre che ne “I racconti del brivido”, (l’episodio in questione fu “l’aquila dei Carpazi”), in diverse pellicole con la regia di Megahy per l’appunto. Tra queste va ricordato Taffin (1988), in cui Brosnan vestiva i panni di un esattore coinvolto in una guerra di mafia.

I dolori della crescita può essere considerato un ghost-movie, visto che l’elemento paranormale si regge di fatto sulle apparizioni di William (Cristopher Reilly), unico figlio di Terence (Gary Bond) e Laurie Morton (Barbara Kellermann), morto a causa di un incidente accaduto nel laboratorio del padre. Terence è uno scienziato che si occupa di una particolare proteina che innestata su una pianta riesce ad auto-alimentarsi sopperendo al sistema nutrizionale. Lo scienziato fa ingerire ai conigli questa polverina, ricavata appunto dagli esperimenti, riuscendo ad ottenere che questi crescono e si auto-alimentato senza bisogno di essere sfamati. La scoperta garantirebbe alla F.A.O. (associazione che si occupa del fabbisogno alimentare), di risolvere i problemi che flagellano il terzo mondo. La morte del figlio crea uno shock all’interno della coppia che però non si abbatte e dopo circa un anno adotta un bambino, James (Mattew Blakstad). Con l’arrivo di questi in famiglia, cominceranno a verificarsi degli strani episodi. A parte i buoni propositi di riuscire a creare un film nuovo in un mercato già saturo, I dolori della crescita risente di un budget “evidentemente” striminzito e finisce per risultare uno dei peggiori film dell’intera Serie TV.

Dall’incedere parecchio lento manca completamente sia la suspence, che comincia timidamente a riaffiorare negli ultimi dieci minuti di pellicola, che qualunque parvenza di violenza, di sangue e di morte (a parte quella del rotweiler di casa e di qualche coniglio). Definire il film gotico (rinverdendo la cinematografia del primo dopoguerra) non basterebbe a salvare il prodotto. Un doppiaggio scadente e a tratti irritante (decisamente meglio in lingua originale), mette ancor più a nudo una debole trama, piena di buchi e di scene senza senso, per poi sforare nel ridicolo quando gli avvenimenti cominciano ad accavallarsi fino a giungere ad un epilogo scontato e forzato. Le location della pellicola si dividono tra la Hampden Church e Dudswell, presso la fattoria di Norcott Court. In definitiva, considerando questo film come “mai girato“, collochiamo tranquillamente la pellicola nell’oblio dei tempi.

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