Delirium

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Fuoco cammina con me

Recensione: Giuseppe Lavagna
Titolo originale: Twin Peaks – Fire Walk with Me
Lingua originale: Inglese
Anno: 1992
Durata: 135 minuti
Regia: David Lynch
Soggetto: David Lynch, Robert Engles, (Mark Frost solo Serie TV)
Protagonisti principali: Sheryl Lee (Laura Palmer), Ray Wise (Leland Palmer), Mädchen Amick (Shelly Johnson), Dana Ashbrook (Bobby Briggs), Phoebe Augustine (Ronette Pulaski), David Bowie (Phillip Jeffries), Eric DaRe (Leo Johnson), Miguel Ferrer (Albert Rosenfeld), Pamela Gidley (Teresa Banks), David Lynch (Gordon Cole)
Colonna sonora

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voto_mymovies 7,5 voto_delirium 7 voto_imdb 7

E’ il Prequel della fortunatissima serie televisiva, Twin Peaks, diretta da David Lynch nel 1992. Un thriller cupo e surrealista ben congeniato e ben strutturato anche se a causa di una trama contorta appare un po’ confusionario. Determinante il fatto che mancano circa 2 ore rispetto alla pellicola originale. Il film narra le vicende inerenti gli ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer. Ma chi è davvero Laura Palmer? Sicuramente una studentessa dal passato burrascoso con diversi trascorsi tra droga, giri di amicizie ambigue e visioni oniriche al limite della paranoia. Lynch ributta nel calderone quasi tutti i personaggi principali (manca l’attrice che aveva impersonato la migliore amica di Laura, impegnata in altre riprese) e ci descrive Laura come una ragazza fragile che si stordiva tra droghe e perversioni sessuali per dimenticare gli abusi di cui era vittima; viene tracciato così un personaggio ambiguo, emotivamente instabile, lunatico avvolto in un’aura in perenne convalescenza sospesa tra una violenta realtà e dei sogni pesantemente condizionati da un’esistenza segnata.

Il regista come al solito è abile nel mascherare questi due aspetti tanto da mostrarli attraverso personaggi a tratti buffi e irriverenti che compaiono in ogni angolo della scena e si mischiano alla vita quotidiana proiettando lo spettatore nella mente di Laura Palmer. L’introspezione e il surrealismo Lynchiano gongolano in maniera disincantata tra le vicende dell’intera storia e mescolano sogni e realtà con disarmante nonchalance tanto da creare una trama disallineata e quasi impossibile da seguire. Ci si potrebbe sbizzarrire nel cercare termini di paragone con il surrealismo di Luis Buñuel più autobiografico sì, ma altrettanto cinico ed è per questo che se si spera di trovare un thriller lineare in cui basta mettere insieme ogni elemento per risalire alla soluzione dell’enigma si rimarrà delusi.

All’uscita nelle sale “Fuoco cammina con me” è stato travolto da un’orda di critiche perfino provenienti dai fan più accaniti del regista statunitense ma bisogna guardare oltre soffermandosi sui giochi stilistici, le riprese catartiche e l’atmosfera che si respira nell’intera pellicola. L’azzardo principale sta nel cercare insistentemente di spiegare i motivi che portarono all’assassinio di Laura Palmer e probabilmente, se consideriamo che manca tanto materiale da poter realizzare un ulteriore film, Lynch c’è riuscito.

In conclusione ci sentiamo di consigliare il film esclusivamente agli appassionati della serie TV e a chi conosce l’estro creativo di David Lynch senza precludere a nessuno la possibilità di godersi un viaggio appassionante all’interno di un labirinto senza uscita.

Curiosità: La pellicola ci mostra una piccola performance di David Bowie, nei panni di Phillip Jeffries, agente dell’FBI, che appare e scompare tramite un gioco di riprese offerte dal regista, il quale ce lo mostra attraverso il sistema di telecamere a circuito chiuso dell’Ufficio investigativo. Lynch, nei panni di Gordon Cole (altro agente dell’FBI), dialoga con il collega scomparso da tempo e si sveglia come da un incubo protrattosi da troppo tempo.

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Fuoco cammina con me

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