Delirium

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E tu vivrai nel terrore! L’Aldilà

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: E tu vivrai nel terrore! L’Aldilà
Lingua originale: Italiano | Inglese
Anno: 1981
Durata: 87 minuti
Regia: Lucio Fulci
Soggetto: Dardano Sacchetti
Protagonisti principali: Katherine MacColl (Liza Merril), David Warbeck (dottor John McCabe), Sarah Keller (Emily), Antoine Saint-John (Zweick), Veronica Lazar (Martha), Al Cliver (dottor Harris)
Colonna sonora

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Film per la regia di Lucio Fulci datato 1981. E’ il secondo della cosiddetta “Trilogia della morte”, gli altri due film che la completano sono: “Paura nella città dei morti viventi”, 1980 che è il primo dei tre e il terzo e ultimo capitolo fu “Quella villa accanto al cimitero” sempre del 1981.  Realizzato ancora una volta grazie all’apporto di una produzione di matrice americana il titolo fu ribattezzato per il mercato estero in diversi nomi alternativi tra i quali spiccano: l’aldilà e Seven doors of death (le sette porte della morte). Quest’ultimo titolo è la testimonianza di quel che accade quando ci si occupa di trovare un titolo da adattare per  il mercato estero, infatti si punta a una particolare fase del film o a una parte della storia per rappresentarne l’intero contenuto; molti di questi esempi li troviamo nelle traduzioni dei film per il mercato italiano. Con questa pellicola Fulci tocca l’apogeo della propria carriera, la punta massima del suo estro creativo e violento. L’intera trilogia è forse l’ultima testimonianza che il genere horror avrà della potenza stilistica del maestro italiano, dopo probabilmente è da considerarsi l’inizio della parabola discendente del regista romano che non riuscirà più a eguagliare il sentimento di paura intriso in queste pellicole di inizio anni ottanta. I puritani della critica e i fantocci pseudo narcotizzati dall’exploit degli effetti speciali potranno storcere il naso quanto vogliono ma consentiteci di affermare che il genere horror con queste pellicole ha sforato la soglia massima della paura, dell’angoscia e del delirio. Questo è senz’altro da considerarsi il più “terribile” film dell’orrore mai prodotto.

Una storia che affonda le radici dell’ispirazione nei racconti di Henry James, padre dell’horror gotico alla stregua di Edgar Allan Poe, suo connazionale, e contemporaneo di un altro mostro sacro della letteratura del fantastico, tale Howard Phillips Lovecraft. Le premesse per un film intento a sconvolgere lo spettatore ci sono tutte ma Fulci, soprannominato dagli addetti ai lavori “il terrorista dei generi”, fa pesare la sua mano come un macigno scagliato dall’Everest, sovvertendo ancora una volta i canoni dell’horror. Inasprisce la storia con una violenza sovrumana, ne spruzza i contorni con tanto di quel sangue e di morte da mettere in difficoltà perfino il più cinico degli osservatori e conclude il tutto con un’agghiacciante finale tanto acido quanto paralizzante, così da farci sentire come Dante Alighieri alle porte dell’Inferno. E tu vivrai nel terrore alterna momenti sospesi tra l’incubo e il flashback proiettandoci, attraverso antiche fobie nei confronti del maligno, in un racconto che lega un antico passato a un presente apparentemente normale che si dipana attraverso le lugubri stanze di un albergo maledetto della Louisiana.

Il tema principale (Voci dal nulla) di Fabio Frizzi carica sulle spalle dello spettatore il fardello dell’angoscia facendogli vivere attimo dopo attimo le peripezie dei protagonisti intenti a sfuggire ad un ineluttabile destino. Chi è Emily? La ragazza cieca accompagnata dal suo fedele pastore tedesco, che la protagonista Liza incontrerà per la prima volta tra il sogno e la realtà? Cosa si cela dietro l’apparente calma di un luogo fatiscente, maledetto settant’anni prima dopo che un certo Zweick, pittore visionario dedito alla stregoneria, fu brutalmente assassinato all’interno di una delle stanze? Ve la sentite di provare la sensazione di solcare, seppur nell’immenso panorama della fantasia, i terreni dell’Aldilà? Se siete pronti e non temete confronti con il terrore sedetevi su un comodo divano e godetevi lo spettacolo.

Commenti

E tu vivrai nel terrore! L’Aldilà
  • Jerry scrive:
    17 gennaio 2011 alle 00:13

    Del resto è uno dei misteri che da sempre ha affascinato l’uomo, questo della scoperta dell’aldilà, del chiedersi cosa ci sia realmente oltre la morte.

    Tutta la “trioligia della morte” di Lucio Fulci è l’ultima rappresentazione dell’horror italiano e in genere di quello che forse non rivedremo mai più.

    Sigh :cry:

  • darkside scrive:
    16 gennaio 2011 alle 14:15

    Capolavoro incontrastato del maestro Fulci!!! Questo film mi ha messo sempre un certo disagio addosso, ad ogni visione… sarà per il tema trattato oppure per le azzeccate scelte visive… Si può addirittura percepire il senso di “Aldilà” che il film emana, col chiaro intento di mostrare allo spettatore l’ultraterreno che si sovrappone alla realtà vissuta dai personaggi, un male che insegue e ghermisce… qualcosa di vasto e profondo… e totalmente oscuro!!!!

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