Delirium

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Cappuccetto rosso sangue

Recensione: Giuseppe Lavagna
Titolo originale: Red Riding Hood
Lingua originale: Inglese
Anno: 2011
Durata: 100 minuti
Regia: Catherine Hardwicke
Soggetto: David Johnson
Protagonisti principali: Amanda Seyfried (Valerie), Gary Oldman (Il cacciatore), Billy Burke (Cesaire), Shiloh Fernandez (Peter), Max Irons (Henry Lazar), Virginia Madsen (Suzette), Lukas Haas (Padre Auguste), Julie Christie (La nonna)
Colonna sonora

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voto_mymovies 6,5 voto_delirium 6 voto_imdb 5,5

Film del 2011 diretto da Cathrine Hardwicke,la stessa che diresse Twilight. Il film è la versione gotica dell’ormai celebre fiaba di cappuccetto rosso scritta dai fratelli Grim. Interpretata da Amanda Seyfried, Valery è una ragazza che vive un conflitto sentimentale tra il ragazzo che ama e quello impostogli dai genitori. Tutto potrebbe filare lascio, se non fosse che il villaggio dove vive la nostra bella protagonista è il bersaglio preferito di un lupo mannaro intento a fare una strage durante le notti di luna piena. Nel film appare anche Gary Oldman nei panni del cacciatore chiamato dagli abitanti del luogo per liberarsi della bestia.

Nonostante la pellicola sia impregnata di atmosfere cupe e di una scenografia spettacolare ed altamente gotica (il villaggio perennemente immerso nella neve è meravigliosamente sognante) non decolla, imbottigliata in una trama che poteva essere realizzata in maniera più consona al genere ma che si ritrova, di fatto, ad essere l’ennesima “clonazione” di Twilight.

La protagonista è assai graziosa e tra tutti i personaggi spicca l’interpretazione del “leggendario” Gary Oldman; bellissimi i giochi di luce e la scenografia sognante e fiabesca seppur in rivisitazione gotico/medievale. L’interessante idea del film poteva di certo esser resa più spettacolare se magari fosse stata sviluppata in maniera più horror e ancestrale; il finale del film è banale come lo è la scelta dei protagonisti maschili (ad eccezione del buon Oldman).

La colonna sonora affidata a Brian Reitzell rende bene le atmosfere del film, anche se un certo tipo di suono reso magari notevolmente più “medievale” avrebbe reso giustizia al clima cupo del bosco come in tutti gli immaginari da incubo della vecchia Europa.  Concludiamo dicendo che il film è comunque consigliabile ai fan di Twilight ed è una valida alternativa per godersi una serata in pieno relax e senza troppi pensieri, il voto, che non va al di là della sufficienza, rispecchia, in definitiva, la convinzione che l’interessante idea di fondo della storia poteva essere sviluppata in un modo assai più accattivante.

Commenti

Cappuccetto rosso sangue
  • Jerry scrive:
    16 maggio 2011 alle 00:20

    Il problema principale è che il bello delle favole sta proprio nel fatto che il vero significato deve rimanere “mascherato” attraverso un certo tipo di simbologia. Facendo venir fuori il “trucco”, esponendo cioè ai quattro venti, quello che l’autore (Fu Perrault, poi il nostro Collodi per la versione italiana, a scrivere per primo la favola e poi i Grimm, successivamente, a rivisitarla; e ne sto sentendo di cazzate in giro) ha voluto significare, si esaurisce miseramente il messaggio stesso. Tutto deve rimanere sottinteso, quello che semmai va esaltato è lo scenario che ne fa da contorno, la caratterizzazione dei personaggi o la violenza perchè no, di cui le favole ne sono piene nonostante Walth Disney… (vera Mafia dell’animazione). Basti pensare, per esempio, alle “Scarpette rosse” di Andersen, tremendamente macabra; e stiamo pur sempre parlando di una favola per bambini. Poi se vogliamo parlare della next generation di horror per teenager, forse ci vorrebbero uno stock di scroll infiniti per il browser… potrei demolirli senza fatica mi limito a bollarli come “prodotto dozzinale” e ad aggiungere, senza obbligo di smentita, che sono tutto fuorchè film dell’orrore.

  • darkside scrive:
    15 maggio 2011 alle 11:59

    Purtroppo Twilight & Co. hanno rovinato in gran parte la nuova generazione che si affaccia all’horror contemporaneo, elargendo a piene mani vampiri effeminati e donzelle col cuore in mezzo alla tempesta dei sentimenti… adesso alche la piccola cappuccetto rosso trasformata in una adolescente infoiata che non sa decidersi fra due bellocci… ridateci i vecchi e cari horror… 😥

  • Lestat scrive:
    10 maggio 2011 alle 14:26

    Infatti Wren dicevo che l’idea di fondo è molto interessante e che le idee potevano cmq essere sviluppate in un modo più accattivante 😉

  • wren scrive:
    9 maggio 2011 alle 15:10

    Nonostante ormai i licantropi vadano di moda, in questa storia li ho trovati appropriati. Inutile forse il triangolo amoroso, ma non rovina comunque la storia in se.

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