Delirium

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A cena col vampiro

Recensione: Girolamo Ferlito
Titolo originale: A cena col vampiro
Lingua originale: Inglese
Anno: 1987
Durata: 92 minuti
Regia: Lamberto Bava
Soggetto: Lamberto Bava, Dardano Sacchetti
Protagonisti principali: George Hilton (Jurek), Riccardo Rossi (Gianni), Patrizia Pellegrino (Rita), Yvonne Sciò (Monica), Valeria Milillo (Sasha), Isabel Russinova (Donna nella villa)
Colonna sonora

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voto_mymovies n.d. voto_delirium 4,5 voto_imdb 4

Film di Lamberto Bava datato 1987. Numero tre (Episodio 3), in ordine cronologico, girato per la TV su commissione di Reteitalia, poi dirottato al mercato del VHS. Dello stesso ciclo fanno parte: Una notte al cimitero (1987), Per sempre akaFino alla morte”(1987) e La casa dell’orco (1988); tutti prodotti facenti parte della serie “Brivido giallo” gli incubi di Lamberto Bava. Tra il 1986 e il 1988 Bava jr., figlio del celebre e acclamato regista horror Mario Bava, cercò di impiantare all’interno del filone horror-splatter italiano, così come si era sviluppato negli anni ’80, l’elemento favolistico sul quale poi virò definitivamente agli inizi degli anni ’90 (vedi “Fantaghirò”), non tralasciando il fatto che si trattava comunque di prodotti destinati alla televisione e dunque con un budget a disposizione davvero risicato. Questo lo si evince nella scelta del cast che ha accompagnato l’intero pacchetto di film, il riutilizzo delle stesse location e, delle volte, lo sfacciato copia e incolla di molti classici dell’horror e non degli anni precedenti.

A cena col vampiro non si esime da tutto questo,  anzi ne risulta travolto e probabilmente, dei quattro, è il peggiore. Quattro giovani squattrinati (tre donne e un uomo) alla ricerca dell’affermazione e della notorietà nel campo cinematografico vincono un provino con un noto registra horror di Hollywood, tale Jurek, e vengono invitati a presenziare per le prove di un futuro film nella villa dello stesso. Giunti alla magione dell’affermato regista si ritroveranno coinvolti in un gioco mortale organizzato dal padrone di casa (lo stesso Jurek), che altri non è che un vampiro con più di 4000 anni all’attivo. Il signore delle tenebre depresso a causa della propria immortalità (confessa perfino di essere stato un paziente di Freud), è vittima di un forte bipolarismo che lo vede intrappolato tra la natura umana (che vorrebbe raggiungere la pace eterna) e la parte demoniaca che vuole sopraffare la propria vittima succhiandone il sangue; l’unica via d’uscita per i ragazzi è uccidere il vampiro prima che sopraggiunga l’alba, come del resto gli verrà ordinato, senza sotterfugi,  dallo stesso “non morto”.

Misero tentativo di Lamberto Bava di passare un prodotto contaminato da una chiave ironico – comica trasmessa attraverso una serie di cliché scopiazzati da pellicole del genere, tentativo alquanto goffo quello di passare lo stesso film anche per un horror. Nonostante Bava sia stato affiancato da Boswell per le musiche e da due mostri sacri del Make-up come Dardano Sacchetti e Sergio Stivaletti , la pellicola si regge solo grazie alle performance istrioniche di un intramontabile George Hilton nei panni dell’eccentrico vampiro.  Irritanti le risate di Isabel Russinova  presente nel film come “guest star” (ne avremmo fatto a meno ben volentieri) e le performance di Riccardo Rossi (nei panni di Gianni), già apparso nel telefilm  “I ragazzi della 3^ C” e oggi testimonial di “Enel” insieme alla campionessa di nuoto Federica Pellegrini, le quali battute da avanspettacolo di quart’ordine risultano indigeste perfino agli stomaci coriacei dei patiti del genere.

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